Veritas liberabit vos

"La verità vi renderà liberi" Dalle parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni (8,32), una delle più potenti affermazioni sulla verità spirituale.

L’esplosione di una supernova, ciò che vediamo dal nostro pianeta in realtà è accaduto centinaia di anni prima che noi venissimo alla “luce”. La relatività della nostra esistenza ci fa capire meglio l’eternità del divino.



L’Eternità Divina e la Relatività del Tempo

Quando scienza e fede si incontrano

«E Dio disse: “Sia la luce!” E la luce fu» (Genesi 1:3)

Il Tempo di Dio e il Tempo dell’Uomo

Quando nel 1905 Albert Einstein pubblicò la sua teoria della relatività ristretta, il mondo scientifico fu scosso da una rivoluzione copernicana: il tempo non era più quella grandezza assoluta e immutabile che Newton aveva descritto, ma una dimensione elastica, capace di dilatarsi e contrarsi secondo la prospettiva dell’osservatore¹. Un minuto sulla Terra potrebbe durare ore in prossimità di un buco nero, dimostrando come persino ciò che consideriamo universale sia, in realtà, profondamente relativo.

Se questa verità scientifica ci stupisce, quanto più dovrebbe farci riflettere sulla natura di Dio, che non è semplicemente nel tempo, ma esiste oltre il tempo, in quella dimensione che chiamiamo eternità. Come scriveva il teologo Karl Barth: “Dio ha tempo per noi. Ma il suo tempo, il tempo di Dio, non ha nulla in comune con il nostro”². Per l’Eterno, passato, presente e futuro coesistono in un eterno presente, e la Sua parola creatrice non è vincolata alla sequenza cronologica che sperimentiamo.

Sant’Agostino, con straordinaria intuizione, già nel IV secolo comprendeva questa verità nelle sue Confessioni:

Che cosa faceva Dio prima di creare il cielo e la terra? […] Non c’era un ‘prima’ quando non esisteva il tempo“³

Il grande dottore della Chiesa aveva intuito che i sette giorni della creazione non erano periodi di ventiquattr’ore terrestri, ma rappresentazioni simboliche della perfezione dell’opera divina. Secoli dopo, anche San Tommaso d’Aquino avrebbe affermato che “presso Dio non vi è successione temporale”⁴.

L’apostolo Pietro, illuminato dallo Spirito, sintetizzava mirabilmente questo concetto: «Davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno» (2 Pietro 3:8), eco del Salmo 90:4 che recita: “Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato”.

L’Amore Come Legge Universale

Ma c’è una verità ancora più profonda che emerge quando contempliamo l’intersezione tra scienza e fede. Quando Cristo pronunciò le parole “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Marco 12:31), non stava semplicemente enunciando un precetto morale tra i tanti. Stava rivelando quella che potremmo definire la legge fondamentale della sociologia divina.

Il filosofo Emmanuel Levinas ha magistralmente articolato come l’etica del volto dell’altro sia il fondamento stesso della filosofia⁵. Ma Cristo va oltre: l’amore del prossimo non è solo etica, è la struttura portante dell’universo sociale. Come la costante gravitazionale regola l’attrazione tra i corpi celesti, così l’amore – inteso come rispetto profondo, empatia attiva e giustizia sociale – costituisce la forza che permette alle società umane di prosperare.

Questa non è mera speculazione filosofica. Gli studi sociologici dimostrano costantemente che le società con maggiore coesione sociale, fiducia reciproca e sistemi di welfare sviluppati presentano i più alti indici di benessere e felicità⁶. Robert Putnam, nel suo celebre studio “Bowling Alone”, ha documentato come il declino del capitale sociale porti inevitabilmente al deterioramento della qualità della vita⁷.

La Tragedia della Distorsione Istituzionale

Eppure, proprio qui si manifesta il paradosso più doloroso del nostro tempo. Dietrich Bonhoeffer, teologo martire del nazismo, denunciava come la “grazia a buon mercato” fosse diventata il nemico mortale della Chiesa⁸:

“La grazia a buon mercato è la grazia senza sequela, la grazia senza croce, la grazia senza Gesù Cristo vivente e incarnato”

Le istituzioni religiose, chiamate a essere custodi di questa verità trasformativa, troppo spesso la tradiscono. Il dispensazionalismo contemporaneo – quella teologia che divide la storia in “dispensazioni” divine – viene strumentalizzato per giustificare violenze e oppressioni che contraddicono frontalmente il comandamento dell’amore universale⁹.

Come osservava acutamente Søren Kierkegaard:

“Il cristianesimo del Nuovo Testamento non esiste più. […] Ciò che oggi si chiama cristianesimo è precisamente ciò contro cui Cristo ha predicato”¹⁰

La fede, che nelle parole di Paolo dovrebbe renderci “liberi davvero” (Galati 5:1), diventa catena. Il messaggio che Cristo intendeva come ponte tra tutti gli esseri umani viene distorto per erigere muri e legittimare conflitti.

Il Peso della Consapevolezza

Quando si giunge a vedere con chiarezza cristallina questo scarto tra il messaggio originario e le sue manipolazioni, il dolore può diventare quasi insopportabile. È il dolore di cui parlava l’Ecclesiaste “Chi accresce la scienza, accresce il dolore” (Ecclesiaste 1:18).

Simone Weil, filosofa e mistica, descriveva questa esperienza come “l’afflizione” (malheur), uno stato in cui l’anima tocca simultaneamente la verità più alta e la realtà più brutale¹¹. È il momento in cui tutto sembra perdere consistenza, in cui l’acedia – quella notte oscura dell’anima di cui parlava San Giovanni della Croce – minaccia di inghiottire ogni significato¹².

Tuttavia, proprio in questo apparente vuoto si cela una rivelazione. Se tutto ci appare privo di senso quando la legge fondamentale dell’amore viene violata, significa che abbiamo intuito quanto essa sia essenziale per l’esistenza umana. Come scriveva Viktor Frankl, sopravvissuto ai campi di concentramento:

“Chi ha un perché per vivere può sopportare quasi ogni come”¹³

Navigare tra le Acque della Complessità

La sfida del credente pensante nel XXI secolo consiste nel mantenere salda questa bussola interiore mentre naviga tra Scilla e Cariddi: da un lato il fondamentalismo che pietrifica la fede, dall’altro il relativismo che la dissolve.

Paul Tillich parlava del “coraggio di essere” come della capacità di affermare se stessi nonostante l’ansia del non-essere¹⁴. Nel nostro contesto, potremmo parlare del coraggio di credere nonostante le distorsioni istituzionali, del coraggio di amare nonostante l’odio imperante, del coraggio di sperare nonostante le evidenze contrarie.

Come Giobbe, che di fronte al mistero incomprensibile della sofferenza osò dire: “Anche se mi uccidesse, io spererei in lui” (Giobbe 13:15), siamo chiamati a mantenere viva la tensione tra il già e il non-ancora del Regno.

La Luce che Non Si Spegne

Così, oggi come nel primo giorno della creazione, la Parola divina continua a risuonare nel caos: “Sia la luce!” Non è solo la luce fisica che illumina l’universo, ma quella luce interiore di cui parlava il Quarto Vangelo: “La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta” (Giovanni 1:5).

È la luce della coscienza che riconosce la verità anche quando è scomoda. È la luce dell’amore che continua a brillare anche quando sembra inutile. È la luce della speranza che persiste anche quando tutto sembra perduto.

Come scriveva Pierre Teilhard de Chardin, gesuita e scienziato:

Non siamo esseri umani che vivono un’esperienza spirituale. Siamo esseri spirituali che vivono un’esperienza umana“¹⁵

In questa prospettiva, la relatività del tempo di Einstein e l’eternità di Dio non sono in contraddizione, ma si illuminano reciprocamente. La scienza ci mostra la complessità del creato, la fede ci dona il senso ultimo. E al centro di entrambe, come asse portante dell’universo, sta quella legge fondamentale dell’amore che Cristo ha rivelato e incarnato.


Note e Riferimenti

Teilhard de Chardin, P. (1955). Le Phénomène Humain. Éditions du Seuil.

Einstein, A. (1905). Zur Elektrodynamik bewegter Körper. Annalen der Physik.

Barth, K. (1957). Church Dogmatics, Vol. II/1. T&T Clark.

Sant’Agostino (397-400 d.C.). Confessiones, Libro XI, Cap. 13.

San Tommaso d’Aquino. Summa Theologiae, I, q. 10, a. 1.

Levinas, E. (1961). Totalité et Infini. Nijhoff.

Helliwell, J. F., Layard, R., & Sachs, J. (2023). World Happiness Report. UN Sustainable Development Solutions Network.

Putnam, R. D. (2000). Bowling Alone: The Collapse and Revival of American Community. Simon & Schuster.

Bonhoeffer, D. (1937). Nachfolge. Chr. Kaiser Verlag.

Sizer, S. (2004). Christian Zionism: Road Map to Armageddon?. IVP Academic.

Kierkegaard, S. (1855). Attack Upon Christendom. Princeton University Press.

Weil, S. (1947). La Pesanteur et la Grâce. Plon.

San Giovanni della Croce (1578-1579). La Noche Oscura del Alma.

Frankl, V. E. (1946). Man’s Search for Meaning. Beacon Press.

Tillich, P. (1952). The Courage to Be. Yale University Press.

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